successo e impegno


Non finirò mai di ringraziare i miei clienti per tutte le riflessioni e gli spunti di pensiero che mi regalano durante le nostre sedute.

C’è una riflessione che mi ha portato F., che mi ha imposto di fermarmi e guardarla per bene.

Rispetto ad un impegno, dove l’epilogo non è stato quello sperato e tanto atteso, segue la sconsolata “Ma io mi ero impegnata tanto, perché non è andata bene?”.

Segue disistima di sè e perdita di fiducia, tentazione di mollare tutto e lasciare perdere, insomma peggio della disfatta di Caporetto.

La dura verità è proprio che non sempre l’impegno profuso garantisce e assicura il risultato sperato.

Accade nella scuola, nel lavoro, ma anche nelle relazioni umane.

Una verifica per cui mi sono preparata a fondo, e poi nel testo i quesiti sono di un livello più alto di quanto premesso, un progetto ben articolato nei dettagli che non riesce a carpire l’attenzione del capo, un’amica che non apprezza il tempo di qualità che le viene dedicato.

Ma quanto ci ho messo di me nel prepararmi? Tanto!

Ecco, quello non va perso, mi appartiene, è mio, mi completa e arricchisce, nessuno me lo porta via.

Tutto ciò che è stato attivato dal mio impegno non è stato vano, semplicemente in questa specifica occasione, non mi ha permesso di raggiungere ciò che desideravo. Ma il lavoro dentro di me c’è stato, l’ingranaggio si è mosso, un pezzo in più alla mia preparazione è stato aggiunto.

Diventa facile perdere la spinta emotiva che sostiene la fatica, il sacrifico e l’impegno, ma è proprio qui la trappola, pronta a farci cascare dentro con un bel tonfo. Non si molla se davvero arrivare là è quello che voglio.

Serve nutrire la propria autostima, senza aspettare che lo facciano gli altri per noi.

Serve crederci, ancora e ancora, perché è proprio nelle sconfitte che si studia meglio la strategia per vincere la battaglia.
Gli ostacoli sono sempre lì che ci aspettano e nessuno li sposterà per noi. Sarà solo il nostro coraggio, la nostra determinazione, il nostro crederci sempre e comunque, a traghettarci versi il nostro personale successo. La barca è comandata da noi, nessun capitano esperto ci potrà sostituire, starà a noi trovare la strategia migliore per bypassare la tempesta.

Solo così ne usciremo più forti e consapevoli dei nostri talenti, delle nostre capacità per risolvere gli imprevisti, del nostro coraggio, che non ci ha mai lasciato soli.
Nessuno potrà essere il miglior sostegno di noi stessi. Siamo solo e soltanto noi che dobbiamo credere in ciò che facciamo, nelle scelte che operiamo e nei valori in cui decidiamo di credere.

La mano tesa che ci viene in soccorso è la nostra, prendiamola saldamente e andiamo oltre. Impariamo a girare pagina, ad andare oltre quell’inciampo che ci vuole mettere ko.

Si può decidere di alzare la testa, e un passo dopo l’altro, incamminarsi nuovamente verso il proprio obiettivo.
Quindi non resta che non demordere, magari correggere un po’ il tiro, e avanti tutta verso un nuovo traguardo da raggiungere.

E' vero quindi che tanto impegno corrisponde a successo?
No, non sempre a parità di impegno corrisponde il sicuro successo, la gratifica a tanta fatica, il feedback rassicurante che ci siamo riusciti. Oggi ha vinto qualcun altro, ma domani posso vincere io!
E’ importante ricordare che nessuno può scrivere il finale al posto nostro, perché i veri registi del nostro film siamo noi. Pronti? Ciack si gira!